Motociclettando 2016 - Designed and created by Slaymer

                                      

                                                                                                                                                                                                                                                        … Fermati e Respira !!!                                 

MOTOCICLETTANDO

#7

Home il progetto Roadbook Libri Contatti

VAL CANNOBINA E VAL FORMAZZA (PIEMONTE) -  Giro autunnale alla ricerca del Sole e dei Zero gradi alla cascata del Toce


ARONA – STRESA – VERBANIA – CANNOBIO – ORASCO – MALESCO – SANTA MARIA MAGGIORE – MASERA – CRODO – SAN ROCCO – FORMAZZA – FRUA - RIALE


Giro di 160km


in condizioni invernali e con andatura moderata, impiegato quasi 4ore


Il freddo e la moto!

Ci sono giornate in cui queste due componenti regalano belle “sfide”. Innanzitutto quella mattina di fine novembre, era una delle ultime giornate buone per concludere con un bel giretto di questo anno 2016 che motociclistamente parlando è stato inaspettatamente piacevole e carico di progetti e nuove avventure.

La sveglia suona e mi alzo come una molla, molto più rapidamente degli altri giorni ..aahh la Passione! Alle 9 con 8° e un cielo nuvoloso decido di partire. Abbigliamento tecnico e guanti imbottiti da sci, unica pecca non ho pensato di mettere le doppie calze negli stivali, ed infatti ho avuto freddo solo ai piedi.


Con il motore a 2000giri tondi tondi, costeggio il lago Maggiore e senza fretta il mio sguardo incrocia le isole Borromee a STRESA. La SS33 che sto percorrendo mi porta fino a FERIOLO. La temperatura è sempre sui 8°/10° ma si viaggia molto bene, non sento freddo anche perché il giro prevede temperature e altitudini ben più montane a cui mi sono preparato. Il traffico è quello lavorativo, avendo scelto un giorno in settimana, ma godendomi l’andatura turistica quest’ultimo non mi disturba.

A FERIOLO si svolta verso dx e si percorre la SS34 fino a VERBANIA e successivamente a CANNOBIO dove i cartelli del confine svizzero si fanno sempre più ricorrenti. In CANNOBIO si trovano le indicazioni per svoltare a sinistra e salire su con la SP75 della Valle Cannobina. Ed è lì che inizia per davvero il mio giro più intimo con la mia Leila, abbandonando il traffico del lungo lago e salendo verso gli 886mt di CURSOLO, dove nella notte è caduta una frana sulla strada. Un vigile mi ha anche detto -“..al 13° km dovrà tornare indietro, che la strada è franata”- . Ringraziando per l’informazione tra me e Leila pensavo “..vuoi che non riesco a passare con la moto?”.

Infatti il mio giro prevede di arrivare a SANTA MARIA MAGGIORE passando da NIVETTA – ORASCO – CURSOLO – fino a guingere a MALESCO sempre dalla SP75, e dovevo affrontare già i 3°gradi e una lieve nevicata che stava imbiancando le montagne attorno del Parco Nazionale della Val Grande.

Anche la frana no?!?

Fortunatamente raggiunsi senza problemi SANTA MARIA MAGGIORE, incontrando e scambiando anche “due parole” con un proprietario di una Mi-Val del 1954 davanti alla chiesa di MALESCO.

La strada, io e vallate immerse nella natura che venivano tagliate da fiumi e qualche cascatella molto suggestiva.

E questo era solo l’assaggio, dato che il mio traguardo erano i 1681mt della Cascata del Toce e le nuvole non sembravano ridare il colore azzurro del cielo.


Di qualche grado la temperatura a SANTA MARIA MAGGIORE era salita, ma a parte il “tepore mentale” che percepivo leggendo sulla strumentazione della mia Leila un 6°, per il resto, effettivo calore non lo sentivo. L’andatura è sempre moderata e benché i miei Dunlop Trailmax sono ormai da cambiare, con la dovuta attenzione e la buona ciclistica della mia Africona, che assorbiva un po’ tutto, non ho avuto nessun problema.

Il traffico per un breve tratto si è fatto leggermente piu intenso in direzione di DOMODOSSOLA, ma svoltando verso MASERA e prendendo la SP659 per CRODO ritornai ad essere solo in mezzo alla Val Formazza.


Ero nuovamente da solo con i miei pensieri, i 3° che sapevo si sarebbero abbassati ulteriormente, la mia moto che mi rendeva libero e un po’ “eroico” nell’idea di raggiungere la Cascata del Toce a fine novembre con la neve a bordo strada. Ma questo giro oltre ad essere l’ultimo di questo 2016, che poi per “impegni di forza maggiore” vedrà la moto in garage almeno fino a metà gennaio, era una mia piccola e personale sfida al freddo e alla moto d’inverno. Sicuramente un antipasto del giro che mi stò già preparando per i giorni della Merla.

Passando da PREMIA dove c’è un importante centro termale, ammetto che ho pensato di fermarmi e andare a farmi un tuffo in qualche calda e fumosa piscina termale.


La strada continua e passato il micro paese di SAN ROCCO con le sue pareti di roccia nere levigate ai lati, salii ancora fino al tunnel che mi avrebbe portato a FORMAZZA, e un cartello segnaletico mi informava “obbligo catene a bordo o pneumatici da neve”.

Ero sprovvisto di entrambi.


A FORMAZZA alzando gli occhi mi era parso di vedere un pezzettino, una piccola velatura di azzurro, e in me si era accesa la speranza che avrei raggiunto il limite delle nubi e avrei goduto di un po’ di Sole. Incontrai un paio di macchine e alcuni operai sulla strada che lavoravano in un cantiere per ripristinare la strada e gli sguardi attoniti di loro, la dicevano lunga sul fatto di vedere un motociclista lì.

Arrivai alla cascata del Toce, che in effetti era un po’ nascosta dalle nuvole basse. Il limite delle nuvole era proprio la cascata, infatti appena arrivato a FRUA in cima alla cascata anche se la temperatura era di 0° (n.d.r. -2° segnava il termometro vicino all’insegna di un bar) il cielo azzurro e il sole faceva brillare tutto il paesaggio attorno. Ero emozionato che non pativo il freddo, contento per il mio equipaggiamento super-tecnico, ma soprattutto per il mio piccolo e personalissimo traguardo. Salii fino ai 1718mt di RIALE ma tutto era chiuso e la stagione invernale alle porte non era ancora partita e nessun locale era aperto, così mi godetti il momento da solo con la mia moto.  Dopo un breve passaggio in un piazzale innevato, capii che era meglio ritornare sull’asfalto che benché scivoloso, era decisamente piu sicuro e confortevole della neve. La neve resta un terreno per lo sci e non per una moto. Ad ognuno il suo! La giornata si è conclusa rientrando ad Arona, dove peraltro il Sole era spuntato per davvero e la temperatura raggiungeva nuovamente gli 8°. Nonostante questo, a casa mi aspettava una bella doccia calda e un doppio caloroso abbraccio.


Da rifare … in estate!

Pura Vida _ fine novembre 2016