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#7

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LIGURIA - A CACCIA DELLE STREGHE A TRIORA


E’ presto fatto … un paio di chiamate la sera, una veloce ricerca di alcuni luoghi ancora non visti (e se ce ne sono!!!) e il mattino di buon ora, eccoci al solito appuntamento.

sabato 10 maggio 2008
Colazione fatta, macchine foto e telecamerine cariche e pronte all’uso e il pieno da farsi quanto prima, di modo da sincronizzare i successivi rifornimenti della giornata e con l’amuleto antipioggia (leggi
“tuta antipioggia”) nel sottosella eccoci partire alla volta del Col di Tenda, passando le deviazioni per il Colle Dell’Agnello e per la Val Maira, altri posti davvero belli da percorrere in moto. Ma oggi no … oggi si và sul Col di Tenda, si ritorna, almeno per me, in quei posti dopo davvero tantissimo tempo, quasi 15anni.

Già l’arrivo all’imbocco della galleria ci ha fatto scaldare le gomme con un paio di curvette dove il nostro motore rispondeva a meraviglia; il misto in montagna, che passione! :)
L’arietta era frizzantina arrivando da Cuneo, ma dall’altro lato il cielo era piu sereno e scendendo verso il mare direzione Ventimiglia, perdendoci di tanto in tanto in foto e tappe a mirare i paesaggi di cittadine arroccate qua è la in vallate verdissime, il clima faceva sentire sempre di piu i suoi 30°.
Caldo.
Ma per entrare in Valle Roja bisogna abbandonare la SS20 che porta a Ventimiglia.
Consigliamo di girare in direzione
VALLE ROJA – VERRANDI – CAMPO ROSSO ..attenzione che la deviazione, come tutte le migliori “strade secondarie” è un po’ nascosta, ma visibile se non si và troppo “racing”.
Altrimenti scendendo sull’Aurelia da ArmaDiTaggia c’è una deviazione che vi porta in 30km, sempre di strada tortuosa, ma non fate il percorso piu panoramico in quota nella VALLE ROJA e arrivate subito dal basso della Valle Argentina.

Quindi dicevo… abbandonando la SS20 e percorrendo questa strada che definire secondaria è già molto, si arriva con pochi tornanti in quota sulle colline della Valle Roja. Vallate verdissime alle spalle di Imperia con un paesaggio da mozzafiato. Le strade percorribili tranquillamente e le curve non mancano. Da lì ad arrivare a TRIORA ci vogliono circa un 70km da percorrere in armonia con luoghi totalmente fuori dal caos, persi in vallate verdissime; si scollina due/tre colli prima di arrivare a TRIORA, rimanendo sulla sua quota di 780mt …e a volte andando anche oltre! Che spettacolo di posti.
Arrivando a TRIORA se siete verso ora di pranzo, potete fermarvi nei diversi paesini a pranzare. Noi ci siamo fermati nel borgo medioevale di ROCCHETTA NERVINA dove abbiamo mangiato ravioli ai funghi e un ingrediente “misterioso” che il cuoco non ci ha svelato ..erano ottimi!

Sul vostro roadbook segnate che da CAMPOROSSO bisogna prendere per DOLCEACQUA, ISOLABONA (dove c’è il bivio per APRICALE, strada alternativa per la prox volta!), PIGNA, e MOLINI DI TRIORA passando per il COLLE DI LONGAN.
(Dopo PIGNA c’era quel bivio rognoso, però se siete fortunati potete trovare anche voi
il figlio del pirata Barbanera che nonostante l’aspetto rude, è gentile e da ottime indicazioni…)

Arrivati nel primo pomeriggio a TRIORA ci siamo immersi in questi vicoli, carichi di storia e di vicende di stregoneria vissute (..abbiamo anche incrociato due streghe moderne!!! La foto non è venuta) ..un paio di ore sono poche per godere della storia e del fascino di TRIORA, conviene fermarsi una notte lì (..e non mancherò di farlo quanto prima, con tappa al Bed&Breakfast di cui troverete info e numeri per prenotare nella sezione “album fotografico”)

Un rapido cenno storico: Sta per concludersi l’estate del 1587. Il raccolto è scarsissimo: fame e carestia stringono Triora, borgo in provincia di Imperia, nella morsa della disperazione. Influssi malefici si sono abbattuti sul paese e la loro origine è la Cabotina, un fatiscente casolare, che oggi rappresenta una località isolata e silenziosa, ma dove in quell’anno un gruppo di donne ambigue e pericolose è solito riunirsi per consumare i propri sortilegi. La popolazione si ribella. Il Consiglio degli Anziani è costretto ad intervenire con processi ed interrogatori (torture, confessioni estorte) che si protraggono fino all’anno successivo, segnando definitivamente Triora come il regno delle streghe.


…e riprendiamo la via del ritorno, arrampicandoci con le nostre Buell su per il colle del SanBernardo. Le giornate sono lunghe ed è chiaro fino a tardi e il successivo colle, il Col Di Nava con il suo asfalto appena rifatto è stata una “goduria” in chiusura.
Infine passata la Valle del Tanaro abbiamo del tutto abbandonato le curve e le strade con paesaggi montani. La pianura e i moschini ci hanno pertanto accompagato negli ultimi chilometri rientrando a casa. (ormai una bottiglietta d’acqua e dei fazzolettini sono i miei compagni di viaggio, li consiglio anche a voi da portare nel sottosella o nello zainetto ..o ancora meglio negli ampi bauletti laterali!!!)

Gran bel giro! Non mi aspettavo di trovare una TRIORA così affascinante e così immersa/persa in un territorio così naturalistico, dato che come riferimento nella zona avevo BUSSANA VECCHIA altrettanto borgo molto caratteristico, ma più turisticamente raggiungibile.

Triora voto: 10 (..da tornarci per una notte!)
Motogiro di circa 430km, meglio se fatto in due giorni.


P.s.: Ci sono poi ritornato e consiglio il B&B “La Tana delle Volpi”