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#7

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Da Meina (LAGO MAGGIORE)  a Torino facendo il giro largo


  MEINA – INVORIO – GOZZANO – POGNO – VALDUGGIA

Dopo essermi gustato il pranzo , il lago Maggiore, e una gara di motoGp che ha visto finalmente Vale46 sul podio con la Ducati (3°posto a LeMans), abbandono il traffico del lungo lago, e dalla graziosa cittadina di MEINA, salgo verso INVORIO. Il lago Maggiore lo si vede dall’alto ancora per un pò, fintanto che la strada inizia a bucare una fitta e rigogliosa vegetazione.
Il traffico si riduce e dopo INVORIO continuo a salire verso GOZZANO, ed entro a VALDUGGIA nella zona del Parco Naturale del Monte Fenera. Il viaggiare è lento e la strada è sinuosa; i cartelli sono espliciti, dietro una curva potreste trovare “animali vaganti”.


 VALDUGGIA  – BORGOSESIA – PRAY – COGGIOLA – BIELMONTE – BALMA – BIELLA

Passata VALDUGGIA, proseguo verso BORGOSESIA dove passando dentro la città, esco dalla zona “animali vaganti” e la visuale è più ampia.
Attraversato il fiume Sesia, seguo le indicazioni per PRAY e  prendo la SP72 fino a COGGIOLA. A COGGIOLA si intravvede la montagna da salire, ma fintanto che non prendo la SP113, resto nuovamente inglobato da una vegetazione fitta, curata e verdissima della Valle Sessera, che mi porterà fino a BIELMONTE, attraverso l’oasi  ZEGNA.
Salendo dalla SP113 passo a TRIVERO dove scopro che si trova la sede del Lanificio Ermenegildo Zegna. Infatti la prevalenza del territorio è caratterizzata da boschi, alpeggi e pascoli che favorirono in passato la pastorizia e dove nacque la principale attività dei Triveresi: la lavorazione della lana. Ai Zegna si deve l’articolazione, la pianificazione e la realizzazione di una serie di infrastrutture per l’intrattenimento, l’assistenza ed il commercio: creando una “città nuova” inserita nel verde e in particolar modo riferimento per l’Oasi Zegna, un parco naturale ricco di flora e fauna. E per concludere la famiglia Zegna riconoscendo questo territorio in BIELMONTE un’interessante area adatta allo sviluppo naturalistico e turistico, si adoperò anche affinchè venissero mantenuti attivi gli alpeggi rimasti. (..che dire, un bel Made in Italy!). Salendo s’incontra anche il “microbirrificio” un locale da provare!!!

Arrivato in cima domino tutta la Valle, sono a 1500mt in cima a BIELMONTE (n.d.r. il Monte di Biella!), dove le seggiovie sono reduci da
una breve stagione invernale. Mi godo un po’ il panorama e scatto qualche foto d’obbligo, prima di ridiscendere verso BIELLA per affrontare la Serra, che vedo maestosa in lontananza.


 BIELLA – OCCHIEPPO INFERIORE – MONGRANDO  – ZUBIENA – PALAZZO C. – PIVERONE –VIVERONE

Scendendo verso BIELLA, la attraverso seguendo sempre la direzione per Ivrea, e si proseguo verso OCCHIEPPO INFERIORE sulla SP338. Ci troviamo ai piedi della Serra Morenica, che è un rilievo morenico di origine glaciale risalente al periodo quaternario (!);
la Serra si è formata durante il pleistocene. A me personalmente, questo rilievo piatto ha sempre destato un certo fascino ed interesse. Poi immaginarsi che li c’era la lingua di un “MegaGhiacciaio”, la lingua glaciale e relativo cordone morenico che maggiormente si spinse verso sud, da bene l’idea delle ere e dei mutamenti della Terra. Da MONGRADO  salgo fino in cima a ZUBIENA, dove nella piazza del Comune di ZUBIENA si erge la chiesa parrocchiale con il suo alto campanile. Poco più avanti un bar ritrovo di molti motociclisti.

Scendendo dalla Serra, curvo a sinistra alla deviazione per  PALAZZO CANAVESE, restando sulla “strada franchigena”, quella che mi permette di attraversare la parte alta di PIVERONE e godermi la vista del lago di VIVERONE dall’alto. A ROPPOLO scendo e prendo la strada per ALICE CASTELLO.


  VIVERONE – ALICE CASTELLO – CIGLIANO – VILLAREGGIA – SALUGGIA – CHIVASSO – TORINO

Con l’arrivo ad ALICE CASTELLO ho abbandonato le montagne e i passi naturalistici, rientro nel traffico. A CIGLIANO faccio ancora qualche chilometro su strade meno battute, passando da VILLAREGGIA, SALUGGIA, ma da CHIVASSO si ritorna in tangenziale. Fine!