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#7

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VAL TROMPIA e LAGHI …e dintorni


Un bel motogiro da quasi 1000km che si può fare in un weekend. Avendo un paio di giorni in piu, si può pensare anche di proseguire la terza tappa raggiungendo il Lago di Garda, e girarlo attorno. Ma servono piu giorni.


TAPPA #1 340km– TORINO – LAGO D’ISEO – ZONE – PASSO CROCEDOMINI – MANIVA – 22 agosto ’09
Trasferimento. Autostrada mattutina , con tappa seconda colazione e rifornimento all’autogrill. Il trasferimento, sinonimo di noia assoluta e di pensieri globali, termina quando raggiungiamo SARNICO e sulla nostra destra inizia a scorrere un bel Lago d’Iseo. Il paesaggio è d’incanto e le nostre Buell rombano sulle strade, un tempo pista da moto del mitico Agostini (giro del lago in senso antiorario).

Giusto una breve sosta per un rapido pensiero vicino a una pianta in riva al lago svizzero (molto ispirata…), per poi ripartire lungo una serie di curve morbide lungo la riva bergamasca del lago che mi riportano indietro di parecchi anni… così passiamo di fianco ai mitici Cantieri Navali Riva, nella galleria di Predore dove una volta la doppia striscia continua non si incontrava a metà galleria, il Villino Ronchelli (n.d.r. Poldo …indimenticata meta delle vacanze estive, costruzione a pianta a croce disegnata alla fine dell’800 da un architetto svizzero, e che nelle notti di temporali estive prendeva vita tra lampi e fulmini in un aspetto spettrale degno dei migliori film ispirati ai romanzi di Stephen King…), e poi via con la strada che piega in curve sempre più strette a pelo della riva del lago, mentre la roccia diventa sempre più ripida. Fino ad arrivare alla punta estrema, a LOVERE, paese natale di Giacomo Agostini, a cui il MotoClub di COSTA VOLPINO dedica una gigantografia di dimensioni spropositate in centro paese…

Facciamo a questo punto una breve digressione sulla riva bresciana, per raggiungere ZONE e le sue piramidi. Chissà che pazienza a piantare quei massi in cima a quei pilastri di granito!

Riprendiamo la via della Val Canonica, lasciandoci alle spalle BOARIO TERME (la prossima volta un po’ di terme, però…) in direzione di BRENO. L’appetito comincia a farsi sentire, il muffin ai mirtilli dell’Autogrill è stato ormai dimenticato… Capita a fagiolo il cartello all’inizio del paese che indica la trattoria/vineria Ca’ Bianca, che, guarda caso, è proprio sulla strada che porta al passo Crocedomini. Il tavolo sotto il pergolato è perfetto, la vista spettacolare… Come resistere al menu di lavoro al prezzo fisso di 13 euro?

Le moto (nella maggior parte con targa straniera) che passano salendo verso la montagna ci richiamano all’ordine e smaltito il quartino di rosso ci rimettiamo in marcia.

Saliamo senza fretta, con i motori di Mallory e Bea che ronfano sornioni, ma sempre pronti non appena il polso destro piega un po’ di più. Si sale con una pendenza dolce, ma piano piano sempre più ripida. Il paesaggio intorno è di quelli da ammirare… Ed ecco che sia arriva al tratto sterrato: una decina di chilometri, già oltre i 1600 metri di quota, che portano al passo Crocedomini, e di lì ai 2000 metri dei Tre Dossi, per poi scendere ai 1800 metri del Passo Maniva. Il pezzo che qualche settimana prima mi ero fatto a piedi in 4 ore dura un attimo a cavallo di Bea…

Raggiunto l’hotel, incastonato in una vallata verdissima; tutt’attorno vallate di diverse tonalità di verde, a seconda di come lo sguardo variava l’altimetria.
Eravamo proprio sotto gli impianti sciistici di MANIVA.
Posati i bagagli e salutata Oana amica che lavora nell’hotel dove alloggiavamo, scendiamo alleggeriti dai bagagli verso COLLIO per fare una commissione ma accade il momento KABLAM!!!
Ad una curva Mallory in staccata prende un sobbalzo nella sede stradale e arriva lunga ad una curva, un paio di metri di traverso per poi trovarsi addosso al muro in terrapieno. Ho sempre parlato in terza persona Mallory, ma lei faceva quello che le dicevo io. Quindi la lezione è sempre la stessa …soprattutto dove non si conoscono le strade ancor più prudenza.
Fortunatamente, nell’imprevisto, è andata bene. Lividi, un po’ di dolori subito e relativamente pochi danni alla moto. Peccato, ma dopo una ottima cena condita con un vino rosso prodotto dal ciclista Moser, dolorante mi sono fatto 9ore di sonno. Sonno che ha rincuorato la “truppa” e il giro è proseguito il giorno successivo.
Beh! Poldo era ancor più rincuorato. E’ rientrato in camera alle 8 di mattina .. ovviamente non ha dormito “alla fredda e ghiaccio”!!!


TAPPA #2 350km – MANIVA – PASSO MANIVA – LAGO IDRO – PARCO ADAMELLO BRENTA – PASSO DEL TONALE – LAGO D’ISEO – MANIVA – 23 agosto ’09

Il ginocchio si era sgonfiato, ma il dolore c’era ed era apparso anche su altre parti del corpo.
La povera Mallory con qualche intervento aveva un aspetto un po’ meno incidentato e io ero pronto ad affrontare una giornata su passi in quota per raggiungere il parco dell’Adamello, e tornare dopo anni a Madonna di Campiglio.

Dal piazzale degli impianti da sci di Maniva si vede una strada larga quanto un’auto e sterrata che taglia vallate a mezza costa di questi possenti monti della Val Trompia. Percorrendo queste strade incontriamo altri motociclisti, che salutiamo, poche auto per fortuna e molti ciclisti, che rispettiamo.
Lo spettacolo è davvero unico, quando passate un paio di valli, iniziamo la discesa verso ANFO e davanti a noi si presenta il Lago d’Idro. Scendiamo fino a corrergli di fianco con le nostre Buell. Da lì saliamo verso TIONE DI TRENTO e a PINZOLO svoltiamo verso la Valle Genova.
Lì posiamo moto, caschi e giubbe e ci incamminiamo a piedi in mezzo ad un sentiero del parco dell’Adamello, fino alle cascate Nardis. Cascate che ci rinfrescarono.

Terminato il giro, tornammo indietro tra i sentieri per godere maggiormente del fresco del bosco, ci aspettava il PASSO DEL TONALE.
Quindi di nuovo in strada, MADONNA DI CAMPIGLIO e i massicci del Brenta in sfondo, poi a proseguire fino al PASSO DEL TONALE dove ci siamo fermati per un spuntino pomeridiano, dato che dopo l’abbondante (e quando dico abbondante, intendo tanta!!!) e ottima colazione, a pranzo stavamo digerendo l’ultimo panino di marmellata e burro, dopo le uova sbattute ..e non fatemi andare oltre. Colazione Ottima!

Scendemmo fino a BRENO , e via a completare il giro del lago, dove il giorno prima avevamo raccordato il nostro viaggio. DARFO, LOVERE, SARNICO, ISEO e abbiamo girato attorno ad un estremo del lago d’Iseo. Ritornammo in Val Trompia passando GARDONE, COLLIO e ripassando davanti al luogo dell’increscioso incidente del giorno precedente. La giornata era stata ottima, avevamo viaggiato quasi tutto il giorno a piedi e in moto, e un tramonto accompagnava il rientro in hotel. Il rombo Buell ci preannunciò in hotel, così che parcheggiammo Mallory e Bea in garage e ci buttammo in doccia.

Un po’ dolorante arrivai a cena, ma la stessa fu sufficientemente festosa e con Oana e Roberto, un collega che lavorava li con lei, abbiamo passato una bella serata. Alcune foto pubblicate, sono molto esplicative.


TAPPA #3 290km– MANIVA – BAGOLINO – BRESCIA – TORINO – 24 agosto ’09
Il lunedì a colazione avevamo già preparato i pochi bagagli, ma la colazione fu molto più soft di quella del giorno prima. Ci aspettava il rientro e quindi pensare di fare autostrada (leggi “trasferimento”) in fase digestiva, poteva essere rischioso.
Salutato tutti e saldato i conti (..in parte!), per raggiungere BRESCIA, passammo da BAGOLINO facendo il passo. Anche da qui, raggiungemmo il lago Idro.

Il traffico del lunedì in parte si sentiva che era più lavorativo, un po’ più frenetico, e più ci avvicinavamo a BRESCIA più si percepiva questa sensazione. Il pomeriggio avrei lavorato anch’io.
Quindi giù per ANFO, LAVENONE, NOZZA, BARGHE …ecc fino all’autostrada.
Il primo autogrill fu nostro.
Il giro si concluse dopo un paio di ore di altri pensieri globali, e idee su come risistemare Mallory …e che qualche volta, converrebbe ascoltare i propri consigli che si dispensano per gli altri. E’ andata bene e sono ottimi posti da visitare.
Un giro ottimo per dei weekend lunghi.

VAL TROMPIA : voto 8+ !!!